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Ultima modifica venerdì 15 maggio 2020 11:18

Coronavirus diffuso dai climatizzatori: verità o fake news?

Spieghiamo come la notizia che il coronavirus sia diffuso dai climatizzatori è una fake news.

Negli ultimi giorni tra le notizie diventate improvvisamente trending topic sui social network, c'è stata anche quella secondo cui i climatizzatori sarebbero un'importante causa della diffusione di covid-19.

A causa di molteplici fake news e disinformazioni di varia natura, le imprese che operano nel settore del condizionamento dell'aria hanno fatto sentire forte la propria voce attraverso ASSOCLIMA in collaborazione con l'associazione dei costruttori di sistemi di climatizzazione. Si è evidenziata l'esigenza di approfondire e studiare attraverso una commissione di studio fatta da esperti, l'infondatezza di notizie, che suggerivano di spengere i climatizzatori, poiché responsabili di trasmissione di coronavirus.

Nella tanto attesa fase 2 è di fondamentale importanza riorganizzare postazioni e spazi lavorativi, con l'obiettivo di garantire e massimizzare in ogni condizione la protezione della salute dei cittadini e lavoratori. Particolare attenzione andrà posta sul tema della sanificazione degli ambienti.

Dal recente Rapporto "ISS COVID-19 n. 5/2020" del Gruppo di lavoro Ambiente e Qualità dell'Aria dell'Istituto Superiore di Sanità emerge chiaramente la forte necessità di garantire negli ambienti un buon ricambio dell'aria, con immissione di aria esterna o in modo naturale, aprendo con maggiore frequenza finestre e balconi o con ventilazione forzata, attraverso sistemi di climatizzazione.

Un buon ricircolo dell'aria opera una riduzione delle concentrazioni degli inquinanti specifici, della CO2, degli odori, dell'umidità e del bioaerosol che può trasportare batteri, virus, allergeni, funghi filamentosi (muffe). In particolare, scarsi ricambi d'aria favoriscono, negli ambienti indoor, l'esposizione a inquinanti e possono facilitare la trasmissione di agenti patogeni tra i lavoratori. Il ricambio dell'aria deve tener conto del numero di lavoratori presenti, del tipo di attività svolta e della durata della permanenza negli ambienti di lavoro.

Nel caso dell'utilizzo di impianti di condizionamento dell'aria bisogna porre particolare attenzione, a tutte le informazioni sul funzionamento dell'impianto (es. controllo dell'efficienza di funzionamento, perdite di carico, verifica del registro di conduzione, tempi di scadenza della manutenzione, tipo di pacco filtrante installato, interventi programmati, ecc.).

Al tal fine per quanto riguarda invece gli impianti di climatizzazione, prima della loro accensione stagionale e necessario procedere con le normali attività di pulizia e manutenzione atte a garantire il corretto funzionamento, quindi si consiglia soprattutto in questa fase 2 oltre il distanziamento e all'utilizzo di sistemi di protezione individuale di sanificare gli ambienti, soprattutto, in caso di attività al pubblico.

Durante la pulizia dei filtri fare anche attenzione alle batterie di scambio termico e alle bacinelle di raccolta della condensa.

Nel caso di locali senza finestre (es. archivi, spogliatoi, servizi igienici, ecc.), ma dotati di ventilatori/estrattori questi devono essere mantenuti in funzione per l'intero orario di lavoro per ridurre le concentrazioni nell'aria.

Lo studio ha portato a confermare che la ventilazione e la filtrazione fornite dai sistemi di climatizzazione utilizzati per il riscaldamento invernale e raffrescamento contribuiscono a ridurre la concentrazione di Sars Cov-2 nell'aria e quindi il rischio di trasmissione.

Concludiamo con il confermare che la notizia che i climatizzatori favoriscano il diffondersi del coronavirus risulta assolutamente falsa, ossia fake news.